Gestione ai fini lavorativi della quarantena, malattia accertata da Covid-19 e disabilità grave

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Il D.L. 18/2020 (ora all’esame della Camera per la conversione in legge) ha introdotto alcune regole particolari per i casi di malattia legati al coronavirus.

- Per i lavoratori del settore privato il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, è equiparato alla malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto. In queste ipotesi è il medico curante che deve darne evidenza, compilando il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine agli eventi stessi: i certificati riguardanti queste casistiche emessi prima del 17.03.2020 (data di entrata in vigore del D.L. 18/2020) sono considerati comunque validi.

- Invece, se il lavoratore si trova in malattia accertata da Covid-19, il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche.

- Fino al 30.04.2020, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati che hanno il riconoscimento di disabilità grave (art. 3 L. 104/1992) e per i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologicheo dallo svolgimento di relative terapie salvavita, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle autorità sanitarie è equiparato al ricovero ospedaliero.

Il Sole 24 Ore