Lotta al contante 2020: ipotesi

antiricicla

Dopo che ieri 30 settembre 2019 è stata approvata la NaDEF (Nota di aggiornamento al DEF 2019) con le linee guida per la Legge di bilancio 2020, le ipotesi allo studio del Governo entrano nel vivo.
Uno dei punti su cui l'esecutivo giallo-rosso ha insistito è stata la lotta all'evasione fiscale che passerà probabilmente tramite il cd. "bonus tracciabilià".
Potrebbero già esserci nel decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020 le misure per la lotta all'evasione fiscale e la stretta sull'utilizzo del contante.
Il tutto confermando e rendendo operativa la cd. "lotteria degli scontrini" che prevede per i possessori degli scontrini fiscali la possibilità di partecipare a lotterie con premi in denaro e bonus fiscali.
In generale infatti, per una serie campagna di lotta all'evasione fiscale e di contrasto alle mafie e al riciclaggio si passa per la stretta sui contanti, lo strumento anonimo e non tracciabile che viene spesso impiegato per scopi evasivi e sugli incentivi all'utilizzo di mezzi tracciabili come le carte di credito.
I primi effetti positivi dell'introduzione, ad esempio, della fatturazione elettronica sono già stati registrati in un aumento del gettito nonostante la fase economica difficile che sta attraversando il nostro Paese.
Il Governo giallo-rosso ha allo studio le seguenti quattro proposte per ridurre l'utilizzo del contante e l'aumento di pagamenti tracciabili
• abolizione delle commissioni dovute dagli esercenti per micro e piccoli pagamenti
• bonus fiscali riconosciuti solo con costo tracciato o pagato con moneta elettronica, così come accade oggi già per i bonifici per la ristrutturazione edilizia. Anche se sta calando la probabilità di ricevere un cash back sugli acquisti effettuati in moneta elettronica
• un super bonus pari al 19% fino a 2.500 euro di spese per acquisti elettronici in settori ad alto rischio di evasione, come per esempio imbianchini, idraulici, parrucchieri ecc
• sistema sanzionatorio per chi è senza POS davvero operativo
• pagamenti verso la PA solo elettronici.
Recentemente anche Confindustria in un comunicato stampa aveva reso nota la sua proposta per incentivare l'uso della moneta elettronica e ridurre così il contante.
In particolare, la proposta degli industriali si articola su due interventi: 1. garantire un credito di imposta del 2 per cento al cliente che effettua i pagamenti mediante transazioni elettroniche (incentivo all’uso della moneta elettronica); 2. introdurre una commissione in percentuale dei prelievi da ATM o sportello eccedenti una certa soglia mensile (disincentivo allʼuso del contante).

Queste le principali proposte, si resta in attesa di vedere quali interventi saranno davvero portati a termine.