La malattia durante le ferie

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Se il lavoratore si ammala durante il periodo di ferie, può chiedere all’azienda la conversione dell’assenza in malattia, conservando le ferie residue per poterne usufruire in un periodo successivo.
Vi sono però alcune considerazioni che non possono essere omesse.
Premesso che: a) l’art. 10 del D.Lgs. n. 66/2003 prevede che al lavoratore dipendente debba essere riconosciuto un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane, salvo previsioni di maggior favore della contrattazione collettiva;
b) che il lavoratore non può rinunciare alla fruizione di tale periodo minimo; c) che è fatto divieto di monetizzare detto periodo minimo, salvo alcune casistiche al cui verificarsi il periodo feriale non goduto può essere liquidato (esempio: cessazione del rapporto lavorativo);
d) che il periodo di ferie deve essere richiesto dal lavoratore al proprio datore di lavoro, il quale le può autorizzare a propria discrezione tenendo conto delle esigenze tecniche, organizzative e produttive dell’azienda;
e) che la fruizione delle ferie è finalizzata a permettere il recupero delle energie fisiche e mentali da parte del lavoratore.

Potrebbero però verificarsi situazioni in cui tale recupero di energie può essere messo a repentaglio.
Stiamo parlando specificatamente del caso in cui alla fruizione del riposo feriale si accavalli un periodo di malattia.
In tal caso è necessario distinguere due differenti casistiche:
a) il lavoratore inizia l’assenza per malattia prima dell’inizio del periodo feriale previsto;
b) il lavoratore si ammala durante la fruizione delle ferie.
Nel primo caso, infatti, egli sarà da considerarsi in malattia fino alla guarigione e potrà godere del diritto alle ferie non fruite in un momento successivo (o, nel caso di chiusura dell’azienda per ferie collettive, ne usufruirà fino alla riapertura programmata dell’attività), mentre nel secondo caso, essendo già assente, affinché la motivazione dell’assenza si trasformi da “ferie” in “malattia” dovrà comunicare al datore di lavoro lo stato di malattia, nei tempi e modi previsti dal Ccnl. A tal fine, secondo l’indirizzo giurisprudenziale prevalente, la decorrenza della malattia si ha a partire dalla data nella quale il datore di lavoro viene a conoscenza dell’evento morboso.
Salvo eventuali indicazioni del Ccnl, la previsione della conversione dell’assenza da “ferie” in “malattia” quando quest’ultima insorga durante il periodo feriale, però, non è assoluta, in quanto deve essere valutato caso per caso se lo stato morboso possa concretamente ed effettivamente compromettere, o addirittura impedire, al lavoratore il citato recupero delle energie fisiche e mentali.
A tal fine il datore di lavoro può richiedere che venga eseguita una visita di controllo, barrando l’apposita casella nel modulo di richiesta specificando così che il lavoratore è in ferie e che quindi si richiede che venga accertato se l’evento morboso risulta effettivamente pregiudizievole al godimento del periodo di riposo feriale. Se il lavoratore è riconosciuto effettivamente in malattia, gli vengono riconosciuti i medesimi diritti economici e normativi previsti per gli eventi occorsi durante il normale esercizio dell’attività lavorativa, nel rispetto degli obblighi di comunicazione, di certificazione nonché di reperibilità nelle fasce orarie prestabilite.