Sicurezza sul lavoro: il punto della situazione

lavoro-notturno

Quali prospettive per la sicurezza sul lavoro ad anno iniziato? Non emerge un quadro chiaro e univoco dall'esame dei documenti di indirizzo prodotti dagli attori del sistema sicurezza. Le direttrici della legge di Bilancio 2019 puntano a rafforzare l'attività di vigilanza dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e a inasprire le sanzioni per comportamenti elusivi messi in atto dai datori di lavoro. La nascita dell'INL dalla fusione a “freddo” di personale di provenienza diversa, il rapporto conflittuale centro-periferia e il mancato raccordo tra banche dati hanno determinato esiti tutto sommato deludenti per l'attività di vigilanza, gravata da procedure burocratiche. La soluzione individuata vede il potenziamento degli organici, inserendo un migliaio di nuove unità in prevalenza ispettive nell'arco di 3 anni, anche in distacco da altre amministrazioni. Il punto è centrale anche per l'accordo collegato al “Patto per la fabbrica” siglato da Confindustria e organizzazioni sindacali che affronta i temi “sensibili” della prevenzione come vigilanza, lavoro agile e formazione. Sono sollecitati interventi correttivi che recepiscano le criticità emerse in fase di applicazione del D.Lgs. n. 81/2008 con oneri rilevanti per imprese e lavoratori a fronte di una permanente incertezza interpretativa e di una giurisprudenza ambigua e inadeguata. In merito alla vigilanza, si ribadisce l'esigenza di un'azione ispettiva coordinata a livello centrale che garantisca uniformità di indirizzi e procedure, esigenza che la creazione dell'INL non ha soddisfatto, mantenendo intatta la frammentazione tra diverse strutture competenti (ASL, VVFF, INL). Altro punto rilevante è la revisione dell'apparato sanzionatorio che, dal 1.01.2019, registra un aumento del 20% per lavoro irregolare, violazioni in materia di orario di lavoro, esercizio non autorizzato dell'attività di ricerca e selezione personale e intermediazione, somministrazione, distacco e appalti illeciti e altre fattispecie da individuare con decreto. Nell'area della salute e sicurezza sul lavoro il ritocco del 10% riguarda tutti gli importi dovuti per violazioni al D. Lgs. n. 81/2008 punite con sanzione amministrativa o penale già incrementati di recente, da cui è esclusa la somma aggiuntiva dovuta per sospensione dell'attività imprenditoriale. Le maggiorazioni sono raddoppiate se nei 3 anni precedenti il datore di lavoro è incorso in sanzioni per i medesimi illeciti e si applica a condotte che si realizzano a partire dall'anno in corso. Si sperimenta poi per un triennio la riduzione delle tariffe INAIL, introducendo clausole di salvaguardia. La revisione di premi e contributi per l'assicurazione contro gli infortuni è compensata dal risparmio sulle risorse destinate a investimenti e formazione e allo sconto per prevenzione, oltre che rivedendo indennizzi, rendite e benefici. A corollario si segnala che un organismo rilevante come la Commissione Consultiva Permanente è solo formalmente in carica per vigilare sullo stato d'attuazione della normativa, mentre la "strategia nazionale" delineata è rimasta lettera morta. E nemmeno la politica sanitaria esplicita obiettivi chiari e mirati. Se il Piano Nazionale della Prevenzione individua le priorità, le Regioni seguono linee di indirizzo proprie, prive di una verifica di risultato e lo stesso piano, che prorogato per l'anno in corso conferma fattori di rischio, strategie e obiettivi, non è stato inserito né citato nel nuovo testo emanato dal Ministro della Salute.