Istanza di rimborso Iva comunitaria

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Termine ultimo per la presentazione delle istanze di rimborso dell’Iva, riferita all’anno d’imposta 2017, pagata da soggetti passivi italiani negli altri Stati membri, è il 30.09.2018.
Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate (art. 38-bis1 D.P.R. 633/1972), utilizzando l’applicazione “Rimborsi Iva U.E.”. In base al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, l'istanza può essere presentata direttamente dagli stessi interessati attraverso il servizio Entratel o tramite i soggetti incaricati alla trasmissione telematica (art. 3, cc. 2-bis e 3 D.P.R. 322/1998) o anche tramite le Camere di Commercio italiane all’estero.
Entro 15 giorni dal ricevimento dell’istanza, gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, in base allo stesso decreto comunitario, devono effettuare il controllo di merito della domanda presentata. L’istruttoria prevede il controllo dei requisiti in base all’attività svolta dal soggetto richiedente e in merito ai requisiti necessari per poter detrarre l’imposta assolta sugli acquisti.
Specifiche cause di esclusione, che non consentono allo Stato italiano l’inoltro dell’istanza al Paese comunitario, riguardano la mancanza di svolgimento dell’attività di impresa, arte o professione nel periodo d’imposta in esame. Saranno escluse anche le istanze di coloro che dichiarano di aver effettuato nello Stato Italiano esclusivamente operazioni esenti o non soggette, che non danno diritto alla detrazione dell’imposta ai sensi degli artt. 19, 19-bis1 e 19-bis D.P.R. 633/1972. Anche le istanze presentate dai contribuenti minimi e da coloro che si sono avvalsi, nel territorio dello Stato italiano, del regime speciale per i produttori agricoli, saranno scartate poiché prive dei requisiti.
Se l’istanza è conforme ai requisiti dettati dalla normativa, gli stessi uffici provvedono a inoltrarla allo Stato membro per il rimborso. Invece, qualora la domanda fosse stata scartata, il diniego può essere impugnato dall’interessato nei confronti della competente commissione tributaria.
Inviata l’istanza, il contribuente che si dovesse accorgere di aver commesso un errore in una richiesta di rimborso già inviata, può presentare una seconda istanza, rispettando però le stesse modalità e lo stesso termine di presentazione della richiesta originaria. Le informazioni sullo stato di lavorazione delle istanze, dopo l’invio al competente Stato comunitario, dovranno essere richieste all’Amministrazione Fiscale estera competente, i cui recapiti sono indicati nell’elenco delle Amministrazioni Fiscali estere.
L’Agenzia delle Entrate (centro operativo di Pescara) si occuperà, invece, del rimborso comprensivo degli interessi, notificando la decisione al richiedente entro 4 mesi dalla ricezione della richiesta. Entro lo stesso periodo, l’ufficio può richiedere al soggetto richiedente, per via elettronica, documentazione aggiuntiva al fine di acquisire tutte le informazioni necessarie prima di procedere al rimborso.